Chi sono

Mi chiamo Daniele ma per certe cose utilizzo Ermes, il mio terzo nome. Me l’ha appioppato mio zio, e devo dire che è quello che preferisco. Lavoro nel campo della musica e non sono pertanto un viaggiatore a tempo pieno. Immagino già la tua delusione.  Negli ultimi vent’anni anni ho però viaggiato ogni volta che ho potuto, come musicista ma soprattutto come backpacker indipendente. Cosa ho visto del mondo? Questo. Per ora.

Preferisco viaggiare da solo, ma ogni tanto faccio eccezioni.

 

Mi piace logorarmi su mezzi di trasporto scassati, fare autostop, guidare.

Mi piace il trekking. Mi perdo quasi sempre.

In mezzo alla natura mi difendo bene, in città sono una vera schiappa.

Le metropoli mi fanno sentire più solo di un trekking di cinque giorni tra i monti o di una guida interminabile nel deserto.

Ultimamente ho intensificato anche i viaggi in moto, complici le giuste compagnie.

Mangio e bevo quello che mi piace, forte della mia posizione dominante nella catena alimentare.

Confischerei il passaporto a chi posta ogni fotogramma di un viaggio affannandosi a patinare ogni istante. Dichiarerei illegali i selfie stick.

Utilizzo i social  ma sono tremendamente grato di aver vissuto anche l’era dei viaggi pre-internet, quando in ostello cercavi gente con cui parlare invece della password wifi.

Perché viaggio? Banalmente, davvero banalmente, mi fa sentire vivo.
Perché viaggio da solo? Perché se viaggiare è uscire dalla zona di comfort, viaggiare da soli a volte è andarsela a cercare. E io non vedo l’ora di trovarmela.

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