Balcani 2022 – Giorno #1 – Bella la Croazia, ma io mi rintano in Bosnia

La giornata inizia alle 5.58 quando il sempre affabile personale della Jadrolinja mi dà la sveglia sferrando tre cazzotti alla porta del mio tugurio.

Una stanza 1.5 x 2,5 con 4 letti a castello, senza armadi o attaccapanni, senza cesso, senza finestre e senza scaletta per i letti superiori. Per salire c’è giusto un predellino retrattile, vorrei proprio vedere col mare grosso.

Per accedere alla suite, la Jadrolinja si affida al fior fiore della tecnologia balcanica: una chiave in plastica con ‘sistema crittografico’ analogico (leggi ‘fori’) che fa tanto Stasi, KGB o roba ben piazzata al di là della cortina di ferro.

Balcani 2022 - Giorno #1 - Bella la Croazia, ma io mi rintano in Bosnia

Tutta la notte le pareti hanno cigolato e ringhiato tra il sinistro e il minaccioso, fortuna i soliti tappi in cera. Aria condizionata sparata a mille, parzialmente modulabile tramite ghiera in metallo arrugginito che invece fa tanto tanto sommergibile guerra fredda.

Mood dimesso, espressioni robotiche e sguardi spenti, austerità più assoluta, menù scarnissimi solo ed esclusivamente in valuta croata: una botta di ex Jugoslavia dritta sui denti. E comunque a occhio e croce se non è la stessa nave che mi ha portato da bambino in Jugoslavia nel 1988, poco ci manca.

La bagnarola però arriva in perfetto orario nonostante un ritardo alla partenza di due ore, e io schizzo via sulla stupenda litoranea verso lo Sveti Jure, immerso in un quadro di azzurri e verdi accecanti. Tutto troppo bello: la strada che si inerpica alla vetta è chiusa per lavori e mi tocca fermarmi dopo qualche chilometro di tornanti sfiziosi in stile Corsica. Peccato, ma pare che domenica riapra, forse riesco a farci un salto al ritorno.

Balcani 2022 - Giorno #1 - Bella la Croazia, ma io mi rintano in Bosnia

Punto sulla Bosnia e mi ritrovo tra quelle montagne severe che prima vedevo in lontananza. Non c’è anima viva, finisco in mezzo al nulla su una sterrata che poi si rivela chiusa: un tipo che maneggia sulla ruspa mi vede titubante e allora mi spiana un gradino proibitivo, facendomi capire a gesti che se continuo dopo un po’ ci sarà uno sbocco su una strada aperta. Eseguo a testa bassa sperando di non finire per terra, non si rifiuta la cortesia balcanica.

Dopo una generosa porzione di agnello, eccomi a Trebinje, vicino al confine col Montenegro. Ho dormito poco e male, ho fatto 300 km e mi voglio riposare: vagherò senza troppe mete. La cittadina è un gioielletto, con monasteri sparsi qua e là, un lungo fiume placido pieno di canoisti e papere, una Stari Grad (città vecchia) compattissima, godibilissima, popolata da uomini brutti e ragazze dalle forme generose in tiro.

Balcani 2022 - Giorno #1 - Bella la Croazia, ma io mi rintano in Bosnia
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Devo comunque aver fatto qualcosa di socialmente poco accettabile per i canoni bosniaci, tipo suonare le campane di quel monastero chiuso che sovrasta il centro, perché all’andata tutti mi salutavano e ora che sono di ritorno mi stanno guardando tutti male.

E allora ditelo che non si può fare un cazzo.

Balcani 2022 - Giorno #1 - Bella la Croazia, ma io mi rintano in Bosnia

Daniele ERMES Galassi

Zaino in spalla, mani sul volante, casco in testa: vale tutto. Andale!

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