4 titoli Netflix per continuare a viaggiare (almeno con la testa)

Tempi bigi per i viaggiatori: siamo tutti inchiodati in casa, e quel che è peggio nessuno sa per quanto. Ecco una selezione di titoli Netflix per continuare a viaggiare almeno con la testa.

Siamo in pandemia, la primavera è arrivata, la moto è ferma in garage, gli scarponi da trekking manco li voglio vedere perché solo a pensarci soffro come un cane. Ma se non puoi viaggiare col corpo, tanto vale farlo con la fantasia.

E allora eccovi qualche documentario interessante trovato bighellonando su Netflix:

#1 – Spedizione felicità (2017, 1h43min, Inglese sub ITA)

Felix e Selima, giovane coppia tedesca, si imbarcano per il Canada, dove riconvertono in camper uno scuola bus decrepito preso a due spicci. Si portano dietro anche il cane. Decidono giorno per giorno cosa fare, ma il piano di massima è arrivare prima in Alaska e poi ridiscendere attraverso USA, centro America e poi giù, giù fino alla Terra del Fuoco.

Documentario on the road piuttosto minimal dal punto di vista tecnico ma molto ispirante. Colonna sonora di Selima, che fa anche la musicista. Chi (come me) è fanatico del road trip si ritroverà per la testa un sacco di grilli. Siete avvisati.

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#2 National Parks adventures (2016, 42 min, Inglese sub ITA)

Se non vi cade la mascella in questi 42 minuti o siete ciechi o non avete una mascella. Attraverso la storia di un gruppo di amici, questo breve ma intensissimo documentario vi porta alla scoperta degli sconfinati parchi nazionali americani.

Riprese (spesso aeree) incredibilmente maestose e fotografia stellare. Colonna sonora che – pur non facendo urlare al miracolo – rimane comunque adeguata alla maggior parte delle situazioni. Narrato da Robert Redford, mica pizza e fichi.

Purtroppo la durata esigua impone che certi parchi vengano appena nominati e altri completamente taciuti, ma quel che si vede è semplicemente quello che trovate negli Stati Uniti: natura all’ennesima potenza.

Se non siete mai stati negli USA è la volta buona che vi deciderete, se ci siete già stati…sarà un una goduria infinita.

Se vi interessa approfondire il tema consiglio la mia guida sui parchi USA.

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3# Ande magiche (2019, 6 puntate, Spagnolo sub ITA)

Una docu-serie di 6 brevi puntate dedicata alle mai troppo lodate Ande. La catena montuosa più imponente di questo pianeta si estende dalla Terra del Fuoco fino alla Colombia: 8500 km, 6 stati, un’impressionante susseguirsi di ecosistemi, culture e tradizioni.

Dai ghiacciai della Patagonia alle foreste tropicali delle sierre, passando per aridi altipiani e sterminati deserti di sale, questa docu-serie risale da sud verso nord il sub continente offrendo focus su Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador e Colombia.

Non è il classico documentario tutto natura, c’è un preciso taglio antropologico con testimonianze di autoctoni che rivelano – a ogni latitudine e altitudine – l’intimo, inscindibile legame dialettico tra essere umano e ambiente.

Purtroppo non è nemmeno il documentario della vita: chi ha viaggiato per le Ande si accorgerà che alcune parti sono sviluppate con una certa approssimazione (specie la Patagonia cilena, l’Ecuador e la Colombia). Inoltre alcune testimonianze sembrano un po’ artefatte, come se il regista volesse tirar fuori dalla bocca degli intervistati risposte con domande troppo guidate.

Negli anni ho avuto la fortuna di visitare tutti i paesi presentati e mi sento di dire che il peccato più grave di questa serie risiede nel tradire la promessa contenuta nel titolo. Non c’è una resa convincente di quel feeling andino – quella magia, appunto – che è invece palpabile per chiunque si avvicini a questa parte del pianeta.

Non è una bocciatura vera e propria, rimane un documentario utile e piacevole per chi non conosce questi luoghi, ma può risultare sottotono per gli altri.

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4# Mountain (2017, 1h13m, Inglese sub ITA)

Dalla descrizione di Netflix mi aspettavo il classico documentario che porta lo spettatore sulle vette più alte del mondo con immagini stratosferiche e narrazione avvincente. Le immagini stratosferiche ci sono eccome, come pure la narrazione avvincente (affidata alla voce di Willen Defoe), ma il regista compie un’operazione diversa, ponendo al centro della pellicola il rapporto – mutato nel corso dei secoli – tra uomo e montagne.

Montagne inaccessibili solo trecento anni fa, ritenute in passato dimora di entità sovrannaturali, divenute nel corso del tempo terreno di esplorazione e sirene irresistibili, talvolta vere e proprie ossessioni che tradiscono il narcisismo dell’uomo contemporaneo su cui si innesta spregiudicato il business.

Non voglio svelare troppo, ma vi assicuro che questo è un documentario che mette tanta carne al fuoco, tagliando la materia in maniera trasversale ed efficacie.

Alpinismo, sci estremo, tute alari, paracadutismo, base jumping, bici, moto: ce n’è per tutti i gusti, con riprese da capogiro (alcune da vertigine vera e propria) effettuate praticamente in tutto il mondo, Alpi italiane comprese. Ma non aspettatevi un’americanata tutta rumore, urla e spacconate, magari sponsorizzata dalla Red Bull.

Su Mountain non c’è il minimo spazio per il chiasso. I toni sono intimi, solenni, resi ancora più eterei dai temi classici eseguiti dalla Australian Chamber Orchestra.

Montagna come teatro delle gesta umane. Mistiche, coraggiose, gloriose o tragiche che siano.

Da vedere anche per chi pensa solo alla spiaggia, possibilmente con un impianto audio degno e uno schermo da mille pollici.

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Bene per ora è tutto, buona visione. E passate parola, in attesa di tempi migliori.

©2020 Daniele Galassi
Stray Ermes – Travel blog di un randagio
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Daniele ERMES Galassi

Zaino in spalla, mani sul volante, casco in testa: vale tutto. Andale!

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