Grecia/Turchia 2019 – Giorno #1/2 – Verso la Turchia tra ventenni rumorosi, rosse procaci e sana invidia

Di nuovo il maledetto traghetto Ancona-Igoumenitsa, all’orizzonte le solite 17/20 ore di mare con passaggio ponte perché tanto le cabine oltre a costare un rene risultano introvabili nel tragico agosto italiano.

Io e Struso arriviamo pronti alla solita straziante attesa per l’imbarco ma incredibilmente non c’è nessuno in fila, anzi il greco di turno ci lancia praticamente dentro senza manco un controllino né sui biglietti né tantomeno sui documenti. Ma come è possibile, è o non è l’8 agosto?

Entriamo, siamo in tutto venti moto scarse, di solito tocca fare a cazzotti per rigirarsi tra valigie laterali che sbattono e urla degli addetti al carico/scarico. Urlano pure oggi che non c’è nessuno a dirla tutta, ma sarà che siamo meno, non è il solito purgatorio di effluvi venefici e caldo disperato.

Saliamo e piazziamo i materassini in uno dei posti più ambiti di sempre dentro un traghetto Anek, ossia il sottoscala davanti al bar: parquet, zona semi-buia e graziose piante tutto intorno. Per non parlare della vista mare. Davvero il top del top.

Poi via sul ponte per la consueta scarica di birre, patatine e schifezze greche. Tutto fantastico finché non iniziamo a vedere qualcosa di strano.

Arrivano da ogni direzione orde di ventenni, tutti del nord. Aumentano sempre di più, in breve ne siamo circondati.

Poi capiamo la faccenda: è un viaggio di gruppo organizzato, vanno a Zante in 400 (dati forniti dall’organizzazione). Sono stranamente divisi in due fazioni, una rossa e una blu, che fa tanto PD vs Forza Italia di qualche anno fa.

Comunicano tra loro a bestemmie, sono tutti ipertatuati, girano tutti a torso nudo. Aspetta, Struso ne ha visto uno con la maglietta, c’è scritto

‘Se squirti ti sposo’

Le femmine sono meno plateali, ma sempre con tanta carne esposta. Tutto questo mi riporta alla mente Grecia 95 e Grecia 98, quando manco ventenni eravamo noi i molesti. Ma cazzo noi eravamo 5 questi sono 400.

Sarà una nottata dura Struso e domani ci dobbiamo puppare 600km…fortuna che ho portato i tappi.

Ma niente, Struso è già lì che mi ronfa di fianco nel sottoscala. Quanto lo invidio.

Al mattino io mi ritrovo con all’attivo due ore al massimo di sonno tormentatissimo, un manipolo di ventenni ha fatto un gran casino al bar fino alle 3 e nemmeno i miei tappi professionali hanno potuto granché.

Ma nonostante sia un cadavere, grazie una combinazione vincente di caffeina (pagata a carissimo prezzo) e arginina (offerta dal riposatissimo Struso) tiriamo a bestia per 560km lungo la Egnatia Odos fino a Xanthi, verso il confine con la Turchia.

Qui Athanasia, procace e affabile receptionist coi capelli rosso fuoco, ci accoglie con smagliante sorriso ellenico. Sono indeciso se ammaliarla con una sgangherata promessa da marinaio giusto per scompigliarle la routine o andare a cena con Struso. Opto per un salmone con Struso, che però si rivela pessimo. Non ci azzecco mai. Fa talmente schifo che lascio che un gattaccio di strada lo finisca dal mio piatto.

Xanthi ha una old city molto graziosa ma appena esci dai confini del centro storico tutto assume le sembianze di una discarica, ricordandoci che nei Balcani la coscienza ecologica è un po’ indietro.

Domani ci sono 150km per la frontiera e altri 250km per Istanbul, meglio buttarsi nel letto.

Struso dici che la receptionist avrebbe abboccato alla promessa da marinaio?

Ma anche stasera sto parlando da solo, lui già russa come un maiale sgozzato. Quanto lo invidio.

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