Messico 2018 – giorno #7/8 – Baja California – Grazie per la fiducia ma…

Puntando verso sud, la Baja California assume sempre più i connotati di una terra per gringo. I prezzi salgono, i servizi migliorano, le strade sono più curate. Siamo insomma ben lontani dagli standard di Cataviña, dove la benzina veniva venduta in taniche da un gallone a bordo strada. D’altronde è pieno di americani che svernano qui: tipo Mike che coltiva marijuana nel Maine e guadagna così bene che può permettersi di stare sei mesi l’anno con le chiappe al sole di Loreto, Baja California Sur.

Nel Maine? Ma cresce l’erba nel Maine?

Cresce, cresce.

Senza bisogno di serra?

Senza bisogno di niente.

E si guadagna bene?

Domanda retorica. Ogni volta che incontro questi personaggi mi chiedo come io abbia fatto a sbagliare tutto, ma proprio tutto nella vita.

O prendiamo DeeDee e Dave, istruttori di arrampicata che incontro nello stesso bar: vite avventurose, sportivi, scrivono libri, motociclisti e naturalmente sei mesi l’anno in Baja California. Sorrisi smaglianti, aria rilassata. E vorrei vedere. Mi rigiro per le mani il loro libro Hiking Loreto, il barista me lo ha dato quando gli ho chiesto informazioni sul Tabor Canyon. Qui bisogna attaccare bottone se si vuole ottenere qualche informazione sensata che vada oltre alle Lonely Planet.

Comunque, DeeDee e Dave mi spronano ad andare da solo al Tabor Canyon, a dispetto dei moniti delle agenzie che me lo sconsigliano. Chi sono io per mettere in dubbio la parola di chi scrive guide? Io poi quelli delle agenzie li detesto dal profondo, a sentire quegli allarmisti non dovresti muovere un dito senza essere scortato. C’è sempre pericolo di perdersi, di venire attaccati da un puma, di morire essiccati sotto il sole del deserto. Tsè.

Ma se oggi, cioè il giorno dopo avere incontrato DeeDee e Dave in quel bar, sono immerso fino al collo in una pozza d’acqua brulicante di insetti con scarpe, vestiti e tutto, unico stronzo dentro al Tabor Canyon, forse qualcosa è andato storto.

E forse per una volta era meglio dare retta agli allarmisti. Mi immagino già DeeDee e Dave abbandonare i plastici sorrisi per contrarsi in una smorfia del tipo figliolo ci hai molto deluso, credevamo in te, ma DeeDee e Dave, sticazzi, io non sono mica un arrampicatore, sono sì e no uno che fa trekking…dai andatevene un po’ a fanculo. Eh!

Sempre con stima e affetto, si intende.

Una delle piscine del Tabor Canyon. Foto puramente indicativa, non è quella in cui ho dovuto fare il bagno.

Una presentazione degli autori del libro

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