Sud America 2015/16 – Giorno #9 – Ecuador – Vergini inviolabili, carrucole e pali

Una grande traversata in solitaria del Sud America: dall’Ecuador alla Patagonia cilena e argentina, passando per il Perù e chiudendo con due capatine in Brasile e Uruguay. Un viaggio per me memorabile.
Clicca per leggere dalla prima puntata

 

Ma che merda di ostello ho preso qui a Banos? Costa poco ma fa veramente schifo: sporco, lontano dal centro, senza servizi aggiuntivi. Se c’è una cosa che mi drena energie è quando il dueno (padrone) si da alla latitanza: qui è perennemente irreperibile e l’unica volta che l’ho incrociato il suo fare indolente mi ha deprivato di ogni energia per osmosi. Tampona come può lo staff del circuito WorkAWAY (gente che lavora nella struttura per qualche giorno in cambio di ospitalità), ma sfortunatamente è quasi tutto australiano (sai che novità) e pertanto comunica in un inglese pericolosamente vicino al sumero. La mia recensione del Backpackers Balcones verrà inviata su Booking.com non appena avrò sbaraccato: il mondo deve sapere.

Detto questo, la giornata scorre tra frustrazione e adrenalina. Frustrazione perchè per tre volte fallisco l’assalto alla Virgen, la stazione termale più famosa in Banos: assolutamente resa inespugnabile dalla quantità di avventori.

Quanto all’adrenalina, a Banos le opzioni non si contano: bridging (bunjee jumping con una corda al posto dell’elastico), quad, dune buggy, canopy, rafting e altre diavolerie.

Calcoli alla mano la cosa migliore mi è parsa buttarmi sul circuito di canopy che con 20 usd offriva ben 6 zipline per un totale di due ore di volo tra le montagne all’interno del parco nazionale Sangay. Ed è sempre liberatorio il canopy, tanto più che qui ti permettono di lanciarti in ogni modo: dritto, rovesciato a testa in giù, alla Superman (che rimane il mio preferito).

Finiti i voli rimangono due cose da fare: cambiare ostello e tentare nuovamente di violare l’ingresso della Virgen.
Fumata bianca per la prima, nera come la pece per la seconda. Rimandato a domani.

Menzione speciale al palo d’orientamento che mostra con spietata lucidità le distanze abissali che devo coprire: Santiago 3.645 km. E Santiago è solo a metà della discesa verso la fine del continente…e poi devo di nuovo tornare su in qualche modo. Ho come la sensazione che per risalire a Buenos Aires prenderò un volo interno…

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1 Comment

  • INtripPANDO gennaio 6, 2016 at 7:14 pm

    anche noi stiamo progettando un viaggio in sud america.
    Ci farebbe piacere se passassi da noi. siamo un blog di viaggi low cost.
    Grazie.
    http://www.intrippando.com

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