Cuba: non è un paese per polli. Truffe e raggiri da conoscere per non farsi spennare

A Cuba non c’è spazio per i viaggiatori sprovveduti o per i turisti ingenui: costoro verranno spietatamente e sistematicamente turlupinati come fessi tramite un arsenale di truffe, raggiri e imbrogli che non ha eguali in America latina. Credetemi: anche se avete già girato mezzo mondo e vi sentite scafati, un viaggio a Cuba vi metterà a dura prova.

A Cuba nulla si muove se non per un tornaconto economico e il cubano della strada mente. Sempre. Ma mente per bisogno, per cui io non lo condanno. Ho però provato sulla mia pelle cosa significa essere bersaglio continuo di simili pressioni ed ecco perché scrivo questa guida di sopravvivenza: voglio darvi qualche speranza di combattere ad armi pari coi diabolici jineteros, i cubani faccendieri che tenteranno in ogni modo di spillarvi quattrini ovunque voi andiate.

Non sto né con loro né con voi: voglio solo che sia una bella sfida. Che vinca il migliore.

Cuba: non è un paese per polli - STRAY ERMES

CUBA: LA DOVEROSA PREMESSA

Cuba: guida di sopravvivenza. Magari l’avessi avuta io…

Questa che state per leggere è una guida di sopravvivenza che vi eviterà di rimanere in mutande dopo appena 24-48 ore di permanenza all’Havana. Troverete descrizione delle truffe e dei raggiri più frequenti con consigli e suggerimenti per non cascarci come allocchi. Non sarà comunque una guerra facile, ma è di vitale importanza che tentiate di dotarvi dei giusti anticorpi o il vostro primo viaggio a Cuba si trasformerà in un bagno di sangue. Non vorrete anche voi riempire i vostri diari di viaggio cubani di imprecazioni e bestemmie no?

 

Viaggiare sicuri: Cuba è una garanzia. Basta intendersi

Capiamoci subito: a Cuba viaggiare sicuri non è un problema. Questo se per sicurezza intendiamo incolumità fisica. Da quel punto di vista, la sicurezza a Cuba è un diritto acquisito. Accettatelo come un dogma: a Cuba la violenza praticamente non esiste e il turista è fisicamente inviolabile.

Nessuno vi punterà un un machete alla gola, come magari vi può capitare in Guatemala. Nessuno vi strapperà lo zaino dalle mani, come potrebbe succedere in Brasile. Nessuno vi rapirà o vi crivellerà di colpi, non siete mica in Venezuela. Ma se parliamo di mezzucci, menzogne, tranelli, imbrogli, truffe e raggiri ai danni dei turisti, ebbene Cuba scatta in pole position.

Primo viaggio a Cuba? La verità è che non sapete quello che vi attende

La vostra prima volta a Cuba può davvero essere l’ultima: provate a consultare qualche forum sul tema e scoprirete quanti turisti, esasperati e frustrati, giurino di non tornare mai più sull’isola.

A Cuba dietro ogni angolo c’è sempre un autoctono che propone un ‘affare’ e naturalmente non esiste alcun un vero affare a Cuba per un turista. C’è sempre un cubano che per agganciarti spergiura di avere un parente che è stato nel tuo paese e ovviamente quasi nessun cubano è mai uscito da Cuba. C’è sempre una cubana che vuole conoscerti per fare due salti su un materasso e non è che l’aria di Cuba ti abbia trasformato in un irresistibile sex symbol appena atterrato, mi dispiace.

Tutto questo per dire: a Cuba niente è come vi viene detto. A Cuba non dovete credere a niente o nessuno. Se per il turista sprovveduto una vacanza a Cuba è una fregatura dietro l’altra, anche per il viaggiatore più scafato le strade dell’isola sono una lotta continua spesso fin troppo snervante.

L’arte del ‘pacco’

In Italia abbiamo una vasta antologia sui ‘pacchi’ partenopei appioppati ai turisti nella nostra Napoli e diciamocelo: al di là di condanne morali di circostanza ce ne compiaciamo, accogliendo con bonaria indulgenza certe trovate oggettivamente geniali. Questo finché non siamo noi quelli fregati, si intende.

Ebbene, dovete pensare a Cuba come a un’enorme Napoli che galleggia nel mar dei Caraibi. 

Metterei in una stanza di 5 metri quadrati un napoletano, un mercante arabo e un cubano. A ognuno darei un oggetto di pari valore e la stessa somma di denaro in mano. Dopo qualche ora vorrei vedere chi ha fregato chi. Sarebbe probabilmente uno stallo alla messicana.

Se vi sembra tutto politicamente poco corretto vi ricordo che non state mica leggendo una guida Lonely Planet.

Italiani a Cuba: prede perfette

Conviene sottolineare un’altra cosa: i cubani con gli italiani ci vanno a nozze. Ai cubani non sembra vero che orde di turisti poco abituate ai viaggi fai da te (e per giunta parlanti praticamente la loro stessa lingua) si riversino per le strade dell’isola in cerca di esotismo, affari o peggio ancora femmine calienti.

Gli italiani a Cuba sono la preda perfetta: ricordatevi che i cubani della strada vi conoscono. State partendo tremendamente svantaggiati.

Cuba: cose da sapere

Alcune cose da sapere su Cuba per approcciare bene alla spinosa faccenda:

  • Cuba: quale moneta? A Cuba c’è un doppio sistema valutario. I turisti utilizzano il CUC (o peso convertibile, valore 1 dollaro) e i cubani il CUP (o peso cubano, valore 1/24 del CUC). Questa doppia circolazione influenza in maniera pesantissima la vita a Cuba: certi beni e servizi sono acquistabili solamente in CUC e si capisce quindi la corsa disperata per accaparrarsi questa moneta da parte degli abitanti. Chi ha la moneta che vale di più a Cuba? Il turista. Ecco spiegato il perché non vi lasceranno mai in pace.
    Un convertitore EURO/CUC lo trovate qui.
  • Jinetero: ragazzo che vi propone diversi affari, beni o servizi (spesso truffe e raggiri) per spillarvi dei CUC
  • Jinetera: ragazza che concede favori sessuali in cambio di CUC, beni o servizi
  • Casa particular: casa privata autorizzata dallo stato ad offrire ospitalità e cibo dietro pagamento. E’ la forma di alloggio più diffusa

Detto questo, dai che viriamo al nocciolo della questione.

 

CUBA: 10 MODI CON CUI TENTERANNO DI FREGARTI

Ribadisco il concetto: a Cuba turista significa pollo da spennare. Tutta la faccenda qui ruota attorno all’aggancio in strada o in luoghi pubblici: sentirete rivolgervi frasi come ‘Italia? Roma? Milano?‘ oppure ‘Ridi ridi che mamma ha fatto gli gnocchi!‘ o altre banalità simili.

Lo scopo è semplice: creare un punto di contatto, un clima empatico, carpire la vostra fiducia per poi appiopparvi un servizio non richiesto o trascinarvi in qualche imbroglio.

Ecco quindi una carrellata di mezzucci, truffe e raggiri con cui i cubani della strada proveranno a turlupinarvi. In alcuni casi parliamo di grossolani tentativi sventabili col buonsenso, in altri di veri e propri capolavori di ingegno, creatività e interpretazione. Ne ho selezionati 10, molti dei quali testati sulla mia pellaccia.

#1 – L’intermediario

Non è un vero raggiro né tanto meno una truffa, è semplicemente il meccanismo cardine da tenere a mente: a Cuba tutto quello che non fate da soli lo pagate molto di più. L’intermediario semplicemente vi fa accedere a un bene o un servizio.

Se siete così sprovveduti da chiedere per strada consiglio su dove dormire/mangiare o rispondere in senso affermativo a un jinetero che vi chiede se cercate un alloggio o un ristorante, allora va bene: vi offre un servizio e voi lo pagate. Però siete un po’ ingenui, fatevelo dire. Cambierete atteggiamento dopo poche ore di permanenza all’Havana…garantito.

Grado di insidia: quasi nullo se non siete degli sprovveduti
Voto: ND perché non è un vero raggiro né una truffa

#2 – La guida

Quando qualcuno vi si offre da cicerone e voi accettate più o meno esplicitamente, ecco che dopo un po’ costui vi porterà inesorabilmente a provare ‘il mojito migliore dell’Havana’ o ‘l’aragosta migliore di Cuba’ o qualcos’altro che è sicuramente il top del top al prezzo migliore possibile.

Il punto è che il mojito lo dovrete pagare anche lui e a prezzo gonfiato. Idem per il pasto al ristorante. Non vorrete sbevazzare cocktail o ingozzarvi di crostacei in faccia al vostro accompagnatore? Certo che no. Pagate e zitti. Solo che pagate di più, perché ogni prezzo verrà gonfiato della commissione che spetta al facilitatore.

In altri termini: la guida non è altri che un intermediario sotto mentite spoglie.

Chiariamoci: per guida intendo anche un cubano che semplicemente vi accompagna in un bar, perché magari vi attacca un bottone apparentemente disinteressato per poi uscirsene con un ‘dovete stare attenti, qui vi fregano tutti se non sapete dove andare! Ma tranquilli, vi porto io!‘. Allarme rosso che più rosso non si può: datevela a gambe.

Attenzione che la faccenda può degenerare ulteriormente in un batter d’occhio: se siete maschietti senza donne a seguito è un attimo che il vostro accompagnatore funga da calamita per delle panterone autoctone che si fionderanno sculettanti al vostro tavolo facendosi intendere molto chiaramente circa la natura dei servizi che sono pronte a offrirvi. E naturalmente nel mentre si ordineranno da bere come spugne. Tutto rigorosamente sul vostro conto e a prezzi gonfiati.

Tradotto: in certi casi la guida è praticamente un magnaccia. Altro particolare: la guida a fine giornata potrebbe chiedervi un compenso anche se non lo aveva specificato e anche se vi ha già munto come vacche per tutto il giorno.

Grado di insidia: altissimo. Facilissimo cascarci nelle prime 48 ore di permanenza sull’isola.
Voto: sarebbe un 6 striminzito per la banalità, ma arriva a 7 considerato l’altissimo grado di efficacia e l’indotto che può generare tra esercenti e jineteras

Classico pollo in fase di spennamento

E sandwich al pollo…

#3 – Il sedicente intermediario e l’intermediario non richiesto

Questa mi manda ai pazzi, è quella che detesto di più. Sempre in base al meccanismo già spiegato, un tizio vi segue per strada e si infila dietro di voi al ristorante che avete puntato o alla casa particular dove vorreste alloggiare, dichiarando al titolare della struttura che vi ha portato lui.

Se non siete svelti a negare tutto con una certa fermezza o addirittura aggressività, il vostro conto verrà gonfiato della percentuale del falso intermediario.

Diventa tutto tremendamente frustrante quando voi sapete che lì c’è una casa particular che fa per voi, ma tutte le strade di accesso sono controllate da qualche maledetto jinetero che inesorabilmente vi intercetterà tentando di scortarvi all’uscio per riscuotere la cagnotta. Se non avete una prenotazione, l’unica è mentire dicendo che quella prenotazione già ce l’avete.

Ma ricordate che dovete saper mentire: perché il vostro avversario è un maestro nella nobile arte della mentira (bugia) e sa riconoscere chi maldestramente cerca di sfidarlo nel suo campo.

Un esempio pratico: guardate la foto qui sotto, tipica via di Santiago. Immaginate di dover arrivare a fondo viale per un ristorante o per una casa particular: quello cerchiato in rosso è con ogni probabililità un jinetero che vi aspetta al varco in sella alla sua moto.

A dirla tutta neanche della ragazzina in giallo mi fiderei troppo…Pratica psicologicamente snervante più diffusa al sud.

Grado di insidia: medio/basso se state svegli, medio/alto se siete troppo accondiscendenti. Sfinente sotto il profilo psicologico.
Voto: 7 per l’audacia e 8 per la tenacia dei pattugliatori

#4 – Taxi & bici taxi

Se siete in due o in gruppo, vi dichiarano un prezzo che voi assumete sia complessivo. Fatalmente però, al momento di saldare, chiariranno che intendevano prezzo per persona.

Grado di insidia: basso se state accorti
Voto: 4 per la mancanza di creatività, 7 per la faccia come il culo

#5 – L’escursione a cavallo

Un viaggio a Cuba senza una cavalcatina? Sarebbe un vero peccato, ma attenzione che la gita a cavallo si trasforma di sovente in una tentata vendita di sigari. Ad esempio nella zona di Viñales verrete portati in visita in qualche hacienda dove vengono coltivate e lavorate le foglie di tabacco. Vi verrà detto che i sigari sono artigianali, più buoni e più sani di quelli di marca.

Dopo due ore di cavalcata, come fate a negare un acquisto di qualche sigaro al vaquero che vi ha scortato con tanta pazienza per i suoi campi? Occhio anche al prezzo, potrebbero tentare di fregarvi come per il taxi o il bici taxi.

Grado di insidia: medio/alto
Voto: 7.5 perché di solito qualche sigaro ve lo appioppano eccome… d’altronde cosa comprare a Cuba se non dei bei sigari.

Gli elementi ci sono tutti: la capanna del tabacco, il vaquero, il cavallo e il pollo…

Bene, fino a qui non si può parlare di raggiri o truffe, piuttosto di meccanismi che fanno lievitare i prezzi o che vi spingono a comprare qualcosa che non volete. Adesso entriamo invece nella zona più calda.

#6 – I resti in valuta sbagliata

Banalissima truffa: voi pagate in CUC (che vi ricordo vale ben 24 volte il CUP) e loro vi danno il resto in pesos cubani. Se ci cascate ve lo meritate.

Grado di insidia: altissimo se non lo sapete, basso se lo sapete. E adesso lo sapete!
Voto: 6 giusto per l’interpretazione: una volta sgamati, i disonesti commercianti dovranno recitare la parte di persone sinceramente contrite per la svista

Cuba: truffe e raggiri più in voga

Peso convertibile vs Peso cubano: insidioso, se non lo sai

#7 – Pensavo fosse rum e invece era un tè

Cosa comprare a Cuba oltre ai sigari? Naturalmente del rum (che qui si chiama ron). Tantissime le marche disponibili, alcune pregiatissime. Tra i migliori rum cubani: Havana Club Gran Reserva, Ron Santero, Santiago, Ron Cubay, Guayabita del Pinar del Rio. E c’è tanto altro da scoprire.

Solo che a volte, complice la somiglianza sotto il profilo cromatico, nella bottiglia al posto del rum ci trovate del tè. Magari più salutare del rum, ma non era quello che volevate.

Vera e propria truffa difficile da sventare se quella che acquistate è una bottiglia da regalare, ma se è per voi potete sempre stapparla e assaggiare.

Ricordatevi che i cubani non vogliono grane, qui non siamo in Messico, in Honduras o in Bolivia e la polizia è sempre dalla parte del turista. Il negoziante truffaldino non si metterà a far discussione se minacciate di chiamare le forze dell’ordine e vi ridarà i soldi (magari tentando di fregarvi con la tecnica del resto sbagliato).

Grado di insidia: Alto, difficile da sventare
Voto: 7 perché è un rischio ben calcolato

Cuba: truffe e raggiri più in voga

#8 – L’emergenza

Siete alla guida, qualcuno vi ferma, c’è un’emergenza qualsiasi: una mamma ammalata, un incidente, un cane col mal di pancia. Ancora mi ricordo di tale Miguel, che mi si buttò praticamente sotto la macchina pur di costringermi allo stop.

Comunque, quale che sia l’emergenza e quale che sia il nome dichiarato, il povero cubano in questione non farà in tempo ad arrivare a casa perché ha perso il bus, quindi vi chiede un passaggio. E’ davvero in affanno, disperato, ma simpatico e affabile come tutti i cubani.

Naturalmente glielo date quel passaggio. E lì comincia lo show: il vostro passeggero vi snocciola un mare di panzane, del tipo: ‘lavoro in una piantagione di sigari, lavoro in un bar, conosco il tipo del ristorante, ho una casa particular’.

Manco a dirlo, come sempre, saranno tutte menzogne atte a mettere in rampa il meccanismo visto sopra: quello dell’intermediazione.

Non è da escludere che il furbacchione si sia coordinato con un complice che vi aspetta in un luogo designato per dare il via alla macabra danza dei sigari (vedi anche truffa successiva). Ad esempio: il tizio che avete caricato vi chiede di accostare a un chiosco per fare una telefonata o perché deve avvertire qualcuno dell’accaduto, nel frattempo magari voi addentate o bevete qualcosa.

Bene, lì però c’è un complice che vi propone dei sigari fasulli o dei sigari veri a prezzo gonfiato. Il cubano che avete caricato in macchina si ripresenterà poi nel bel mezzo della trattativa rassicurandovi sulla qualità di ciò che state per comprare. E’ un affare! Un buen negocio! Trucco vecchio come il cucco a dirla tutta, ma evidentemente con qualcuno funziona.

In soldoni: il cubano in panne è di nuovo un intermediario mascherato. Diffuso nella zona di Viñales.

Grado di insidia: medio/alto se siete ai primissimi giorni sull’isola
Voto: anche qui 7 per la tenacia e 7.5 se c’è la variante del complice

Fin qui niente di trascendentale, adesso entriamo nell’Olimpo.

#9 – La cooperativa di sigari: ovvero i migliori sigari cubani al miglior prezzo!

Partiamo da un dato di fatto: a Cuba i sigari (se non vi fregano) sono buoni per davvero. Aggiungiamo poi un altro dato di fatto: tutti a Cuba, specialmente all’Havana, hanno dei sigari a prezzo speciale per voi. Già proprio per voi. Che fortunelli!

I Cohiba sono la marca di sigari più quotata e naturalmente tutti avranno dei Cohiba di straforo da vendervi. Le modalità per appiopparvi sigari ciofeca sono tantissime, un intero universo di raggiri sembra germogliare attorno a questi oggetti di culto. D’altronde non vorrete tornare da Cuba senza Cohiba da regalare ad amici e parenti.

La truffa che più mi ammalia è quella della cooperativa. Un jinetero ti adocchia subito per quello che sei: un turista appena sceso dall’aereo, magari in bomba da jetlag. Si vede chiaramente: sei bianco come la carta, hai una mappetta da sfigato in mano e ti guardi intorno come un ebete. Ti aggancia e ti propone di comprare dei sigari presso una cooperativa, in modo che i soldi vadano direttamente ai lavoratori che producono il prezioso oggetto di trattativa.

Tutto legale, si affretta a precisare: è consentito per legge che i lavoratori si portino a casa una paio di scatole al mese da vendere tramite cooperativa. Naturalmente il prezzo promesso è infinitamente inferiore a quello di mercato, almeno al prezzo di mercato da lui dichiarato. Parte la tiritera: in questo modo potremo aiutare le famiglie bisognose, che dal lavoro in fabbrica ricevono poco o nulla.

La cooperativa sarà in un palazzo fatiscente dell’Havana, e consterà presumibilmente di una stanza con una tavolo, delle sedie, l’immancabile ventilatore cigolante e naturalmente loro: i preziosi Cohiba, affiancati da altre marche importanti come Romeo y Julieta, Partagas Montecristo per citarne qualcuna. I migliori sigari cubani a vostra completa disposizione!

Il venditore, che manco a dirlo fa parte della cooperativa, vi snocciolerà tutti i criteri chiave che decretano la qualità e la genuinità del sigaro:

  • non deve cadere  una briciola di tabacco se capovolgete il sigaro e ve lo rigirate tra le dita
  • quando aspirate deve gonfiarsi la vena che lo percorre internamente
  • avvicinandolo all’orecchio si deve sentire un lieve scricchiolio delle foglie
  • la scatola deve avere i sigilli ufficiali

Seguirà immancabile dimostrazione operativa: i suoi sigari hanno tutti i crismi. Sfoggiano anche i sigilli sulle scatole, ci mancherebbe. Il vostro jinetero nel frattempo rinforzerà sottolineando la portata dell’affare. Già pregusta la sua porzione di pollo alla cubana.

Dovreste aver già capito: è tutta una messinscena, quella non è una cooperativa, quelli sono dei figuranti e ovviamente quelli non sono veri Cohiba, Montecristo, Partagas o Romeo y Julieta. Sono misere contraffazioni o nella migliore delle ipotesi sigari ormai secchi. Oppure contengono semplici foglie di banana. Già.

Se proprio volete comprarli, siete pur sempre dei turisti imbambolati dal fuso e queste sono con ogni probabilità le vostre primissime ore nella capitale, aprite la scatola e guardateli. Ma guardate anche il secondo ripiano del contenitore, dove di solito si annidano proprio i sigari patacca. Secchi, vero? Per convincervi che il prezzo è buono di solito vi chiedono di non fare troppa pubblicità ai contenuti economici della transazione perché c’è qualche turista gringo in attesa che è ben disposto a pagarli molto di più.

In pratica vi stanno dicendo che c’è un pollo da spennare e che voi fate parte del giochetto. Quello che non vi dicono è che il pollo siete proprio voi. Ammiro questo sadico cinismo, lo ammetto.

Se avete malauguratamente perfezionato il grande affare e volete la riprova che vi hanno fregato, fate un salto in qualche negozio e noterete subito una cosa: non solo i sigari hanno un miglior aspetto, ma probabilmente…costano di meno.

Nota: potreste anche incontrare gente che vi rincuora sulla bontà del vostro acquisto. Ma ancora una volta, non credete a niente o nessuno. Se li avete comprati lì, avete sicuramente preso una fregatura: magari costano meno che in negozio ma fanno schifo. E voi non ve ne accorgete perché di sigari naturalmente non ne capite una mazza.

Grado di insidia: medio/alto tendente all’alto
Voto: 9 per la narrazione, la ricostruzione della location e per l’interpretazione

Secondo ripiano: sigari di forma, lunghezza e colore incostanti. Fregatura al 100%

 

#10 – La falsa ricetta medica

E qui, tocchiamo vette altissime. State camminando in coppia sul malecòn (lungomare), di solito quello dell’Havana, e un signore vi si avvicina in lacrime sventolando un foglio di carta.

Sua figlia o suo figlio o sua moglie versano in condizioni gravissime per un qualche evento nefasto: un incendio, un incidente o quel che è. Il foglio che vi mostra è una ricetta medica: è la prescrizione per il prezioso medicinale che può salvare la vita al suo familiare.

C’è tutto: intestazione, nome del medico, timbro, data e firma. Purtroppo però il farmaco non arriverà alla farmacia pubblica a causa dello spietato embargo con cui quei cattivoni di Yankee strangolano Cuba da decenni.

L’unica è che voi gli doniate qualche decina di CUC in modo che il povero pater familias possa procurarsi con la massima urgenza il farmaco presso la ben più fornita farmacia dei diplomatici. E’ questione di vita o di morte, ragazzi: non mi pare il caso di stare a centellinare qualche decina di euro dai. Domani potrebbe già essere tardi, quei dannati CUC servono ora.

Saranno pianti, saranno voci straziate dall’apprensione, il vostro cuore di occidentale capitalista benestante verrà messo a dura prova, scricchiolerà e magari alla fine cederà. E come al solito saranno state tutte vili menzogne. Non c’è stato alcun incidente, non c’è alcun farmaco da comprare. E quella è una ricetta finta. Naturalmente.

Tocco di classe è il criterio di scelta del target: di solito coppie. Nessuno dei due partner vorrà fare la figura del tirchio insensibile davanti all’altro. Davvero mefistofelico. I miei più sinceri complimenti.

Grado di insidia: medio
Voto: 10 e lode per la sceneggiatura, per l’ingegnosità, per la contraffazione della ricetta e per la scelta cinica del meccanismo su cui fare leva. Totò ne sarebbe fiero.

Cuba: truffe e raggiri più in voga

VIAGGIO A CUBA: CONSIGLI IN PILLOLE PER SOPRAVVIVERE

Dopo questa carrellata di truffe e raggiri non certo esaustiva (ricordatevi che il vero genio non dorme mai), ecco i consigli in pillole universalmente validi per non farsi turlupinare come pirla a Cuba:

  • Regola aurea: non dite mai che è la vostra prima volta a Cuba. Questo per voi è l’ennesimo viaggio a Cuba: siete dei veri e propri habituè e soprattutto siete amici di un sacco di cubani (nominate una città molto lontana che non sia troppo conosciuta)
  • Non fatevi vedere incerti per strada: voi sapete sempre dove state andando. Passo sicuro anche quando brancolate nel buio più totale.
  • Il primo giorno, presumibilmente all’Havana, uscite con pochi soldi e resistete alla tentazione di tornare in camera per rimpinguare il portafogli in vista di qualche imperdibile affare. A fine giornata sarà comunque svuotato, quasi garantito
  • Non svelate mai dove alloggiate o peggio ancora dove pensate di andare a cercare un alloggio. Voi avete sempre e comunque già una prenotazione
  • Stampatevi in testa che voi non avete mai fame: avete sempre appena mangiato, grazie
  • Non svelate mai quanti giorni pensate di trattenervi in un dato luogo
  • Non svelate mai il vostro itinerario
  • Non chiedete mai un consiglio per strada su cosa fare, come farlo, quando farlo (altra regola aurea!)
  • Fatevi specificare sempre se il prezzo di un servizio è inteso a persona o è complessivo
  • Se accettate che qualcuno vi faccia da guida, chiarite sempre se si aspetta un compenso e quantificatelo con più precisione possibile
  • Date passaggi solo a gente che sembra averne davvero bisogno (tipo famigliole al lato della carreggiata)
  • Se sentite frasi tipo ‘ridi ridi che mamma ha fatto gli gnocchi’ o menate del genere, ignoratele. Vi vogliono agganciare per fregarvi in qualche modo.
  • Capitolo sigari: a voi non interessano. Anzi voi proprio li detestate. Comprateli solo nelle tiendas o nelle fabbriche. Se proprio volete sfidare la sorte e lanciarvi sul mercato nero informatevi prima sul reale valore di mercato. I prezzi aggiornati per le marche di sigari cubani venduti sull’isola li trovate qui.

 

IN CONCLUSIONE…VIAGGIO A CUBA: PRENDERE O LASCIARE

Qualcuno potrebbe obiettare a questo punto: ma perché andare a Cuba se non posso interagire con i cubani? Devo stare sempre con paturnia di incappare in una truffa o in un raggiro quando si parla di visitare Cuba?

Purtroppo è una delle tante contraddizioni di quest’isola e io per primo, da fan del mondo latino americano, ne ho sofferto parecchio.

Vi regalo però un barlume di speranza: anche a Cuba ci saranno scampoli di conversazione genuina…coi gestori della vostra casa particular, per dirne una. Come si instaureranno dinamiche interpersonali più autentiche se siete stranieri che vivono per un periodo a Cuba: tutto un altro paio di maniche.

Ma se siete un turista mordi e fuggi (e il cubano lo capisce immediatamente, per non parlare delle cubane!) scordatevi di attaccare bottone a destra e a manca come se foste nel pieno della Summer of Love. Per quanto voi siate animati dal nobile intendo di capire qualcosa di più su come si vive a Cuba, in quasi ogni interazione col cubano della strada ci sarà un secondo fine.

Cuba è un’isola magnifica che offre tantissimo a livello naturale, paesaggistico e storico, ma per un visitatore occasionale la vita è tutta in salita. Prendere o lasciare.

Date retta al vostro Ermes: prendete consapevolmente affilando i coltelli. E come dicevo in apertura: che vinca il migliore.

PS
Quasi dimenticavo, visto che siamo in tema di fregature aggiungo questa postilla. Il modo migliore per visitare Cuba è sicuramente noleggiare un’automobile. Purtroppo il noleggio auto a Cuba è costoso e macchinoso, molto più che in altre località, ma è l’unica soluzione per esplorare coi vostri tempi angoli dell’isola altrimenti inaccessibili. Se decidete per questa soluzione (e credetemi, ne vale la pena) vi consiglio di leggere e stampare la guida Noleggiare auto senza farsi fregare. A Cuba ne avrete particolarmente bisogno…avvisati.

 

©2018 Daniele Galassi
Stray Ermes – Travel blog di un randagio
www.ermes.blog

Le guide del blog sono e resteranno gratuite, stampabili e scaricabili in pdf. Se le hai trovate utili condividile per aiutare altri viaggiatori. Se poi decidi di iscriverti al blog e alla pagina Fb rischi di farmi contento. Un po’ di sostegno morale mi aiuterà a perseverare in questa faticaccia!

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