Colombia, trekking alla Ciudad Perdida: vale la pena?

Il trekking alla Ciudad Perdida è l’escursione più famosa che potrete fare zaino in spalla in Colombia. Quattro giorni nella foresta tropicale alla volta della Città Perduta, centro cerimoniale della misteriosa civiltà Tayrona scoperto nel 1976. Ma vale realmente la pena? Dipende…

TREKKING ALLA CIUDAD PERDIDA: INTRODUZIONE E COSE DA SAPERE

Se state programmando un viaggio in Colombia e vi piace l’escursionismo, il trekking della Ciudad Perdida (Lost City trek per gli anglosassoni) sarà sicuramente tra le attività che state valutando. Organizzarlo è facilissimo, non dovrete fare altro che pagare un’agenzia e camminare per quattro giorni zaino in spalla nella giungla della Sierra Santa Marta.

Scrivere la classica guida sul tema lascia un po’ il tempo che trova, visto che le informazioni in rete abbondano. Quello che invece manca è secondo me una guida ragionata, che valuti in maniera critica i pro e i contro di questa lunga escursione.

Mi concentro quindi su questo: considerato quello che costa, la durata, il dispendio fisico e l’obbligo di andare in gruppo con una guida…per quali tipi di viaggiatori vale la pena imbarcarsi nel trekking alla Ciudad Perdida?

Intanto qualche input per inquadrare la questione per chi ne sa poco o niente.

Trekking Ciudad Perdida: cos’è?

Un’escursione di 44 km suddivisa in solitamente in 4 tappe che porta alla Città Perduta, un centro cerimoniale Tayrona sperso nella giungla nella Sierra di Santa Marta, nord della Colombia, la cui datazione si fa risalire all’800 d.c. Seicento e rotti anni prima di Macchu Picchu per intendersi. Il percorso si può spalmare anche su 5 o 6 giorni, ma quasi nessuno sceglie questa opzione.

 

Come si organizza il trekking alla Ciudad Perdida?

Facilissimo: andate a Santa Marta o Palomino e vi rivolgete a una delle tante agenzie abilitate (elenco qui). Non dovrete pensare ad altro che pagare e preparare il vostro zaino (vi diranno anche cosa metterci). I tour partono tutti i santi giorni. Più facile di così…

 

Trekking Ciudad Perdida: quanto costa?

Tanto, e il prezzo aumenta di anno in anno a botte di 10-15%. A gennaio 2019 il costo per l’escursione era di 1.100.000 COP, pari a circa 370 euro. Include tutto:

  • trasporto
  • guida
  • assicurazione
  • ingresso alla Ciudad Perdida (vi daranno un passaporto che dovrete portare con voi)
  • pernotti nei campi
  • cibo

Attenzione: tutte le agenzie praticano lo stesso prezzo, inutile contrattare. Il prezzo rimane lo stesso anche se scegliete di fare l’escursione da 5 o 6 giorni, e se partite con l’idea di farlo in 4 ma poi non ce la fate, la vostra guida vi scaricherà senza problemi al gruppo successivo.

 

Trekking Ciudad Perdida: è difficile?

Non è difficile ma è fisicamente impegnativo. Mi spiego: come già detto organizzarlo è oltremodo facile, perché non dovrete preoccuparvi di trovare mappe, non vi potrete perdere, avrete tutto pronto a ogni campo in cui vi fermerete. Dovrete solo pagare e preparare lo zaino. Ma nel complesso è faticoso.

Parliamo di 44 km (a/r) con continui saliscendi e dislivello solo all’andata di 1060 metri (da 140 a 1200 metri), il che significa circa 7-9 ore di cammino al giorno per tre giorni + 4 ore il primo giorno, in un caldo opprimente e naturalmente umidità asfissiante.

Ci saranno salite spaccagambe e discese spaccarotule sia all’andata che al ritorno (si ritorna per la stessa via dell’andata e quello che prima farete in discesa poi vi verrà restituito con gli interessi in salita).

Ci si sveglia tra le 4.30 e le 5 del mattino e al massimo alle 6 si è subito in marcia per sfruttare al meglio le ore di tregua dal caldo.

Se poi siete in stagione delle piogge la faccenda si complica e manco poco: non solo camminerete nel fango e vi troverete a guadare fiumi alti anche fino sopra la vita, ma vi bagnerete oltre ogni limite e vista l’incredibile umidità non vi asciugherete più. Dovrete quindi avere un cambio ben protetto da buste di nylon dentro lo zaino (cosa da prevedere anche in stagione secca perché gli acquazzoni tropicali possono arrivare comunque).

Invece della solita sterile mappa, per visualizzare l’andamento del percorso vi riporto un murale di El Mamey, piccolo villaggio dove pranzerete prima della partenza:

 

Trekking Ciudad Perdida: pernotti e pasti

Si dorme in campi allestiti con letti a castello con zanzariera (ogni tanto bucata, portatevi dei cerotti e rattoppate con quelli). Si mangia sempre nei campi, sia a pranzo che a cena, pasti caldi generalmente di buona qualità. Non preoccupatevi se siete vegetariani, vegani, celiaci o vai a sapere cosa: faranno di tutto per accontentarvi, le opzioni ci sono tutte, anche troppe.

Non dovrete preoccuparvi manco dell’acqua, sempre disponibile e purificata. Le agenzie possono usare campi diversi per la prima e la terza notte, ma i diversi gruppi confluiscono nello stesso accampamento la seconda notte, quello che anticipa l’assalto finale alla Ciudad Perdida (c’è un solo campo nei paraggi e vi ritroverete tutti li).

Lungo il cammino diverse possibilità di acquistare snack e bevande presso chioschi gestiti dagli indigeni. A spazzare via ogni residua illusione di avventura selvaggia ci penseranno quei cartelli con scritto ‘vendita di wi-fi’.

In generale aspettatevi parecchia gente la sera, soprattutto in alta stagione (natale, pasqua, febbraio quando il parco Tayrona è chiuso).

 

TREKKING CIUDAD PERDIDA: LA MIA OPINIONE

Cosa vi aspettate quando valutate un’attività all’aperto? Non so voi, ma io cerco di valutare paesaggi/natura, attrazioni e esperienza rapportandoli ai costi diretti e indiretti.

Paesaggi e natura
L’ambiente della tropicale della Serra Santa Marta è indubbiamente interessante, piacevole e relativamente selvaggio, ma considerata la durata del trekking è anche ripetitivo. Si cammina su sentieri sempre ben marcati, circondati da una vegetazione che chiude un po’ troppo spesso l’orizzonte. Il risultato è che i punti panoramici, quelli dove puoi davvero far spaziare lo sguardo, non sono poi molti.

Il colpo d’occhio sulla Ciudad Perdida per contro è notevole, ma nei tre giorni precedenti la varietà sarà poca: mulattiere nella foresta, qualche piscina naturale in cui bagnarsi, fiumi, colline e montagne verdeggianti all’orizzonte, villaggi indigeni.

Tutti ve la vendono come camminata nella giungla, ma siamo molto lontani dal feeling dell’Amazzonia o della giungla del centro America che potreste trovare ad esempio nel Peten, in Guatemala.

La vegetazione non è così invasiva, non vedrete liane o piante gigantesche, non sentirete attorno a voi scimmie urlatrici (forse qualcuna il primo giorno ma molto in lontananza), non vedrete spider monkeys giocherellare sugli alberi, tarantole sbucare dalle tane o nidi giganti di qualche bestia esotica. Probabilmente anche perché c’è talmente tanta gente che passa per questo trail ogni giorno (più di 300 nei periodi di punta!) che gli animali avranno giustamente preso le debite distanze.

Vedrete però qualche uccello multicolore e la sera, mentre ve ne state sul vostro letto pregando che nella zanzariera non ci siano troppi buchi, verrete cullati da un delizioso e conciliante blend di rane, cicale, grilli. Non sono un esperto ma francamente non la definirei giungla, direi piuttosto una foresta tropicale in zona collinare/montana.

In sostanza, se siete già stati in una vera giungla, qui vi sembrerà tutto un po’ all’acqua di rose.

Ripeto, è un ambiente naturale di tutto rispetto, ma tende a ripetersi e per i più smaliziati potrebbe venire a noia e/o risultare un po’ troppo addomesticato.

Attrazioni
Oltre alla natura e ai panorami, che per me sono sempre e comunque l’attrazione principale quando si  parla di trekking, qui va considerata anche la meta, ossia la Città Perduta. Che dire, la location è evocativa e le terrazze sono ben conservate.

Per arrivarci vi aspettano un paio di chilometri dal campo 2, un migliaio di scalini e una levataccia alle 4.30 in modo da arrivare alle primissime luci dell’alba e possibilmente per primi. E occhio che quei gradini sono veramente insidiosi, soprattutto in discesa e in caso di pioggia.

Il colpo d’occhio da in cima alla scalinata c’è tutto, soprattutto se riuscite a godervi per qualche istante il sito in relativa solitudine, in compagnia delle sole guardie armate. Ma a mio avviso non è qualcosa che regge il confronto con Macchu Picchu o Kuelap (Perù), Tikal (Guatemala), Palenque (Messico) o Copan (Honduras) per rimanere in ambito precolombiano.

Tutto soggettivo, ma probabilmente dipende anche qui da cosa avete già visto in termini di siti archeologici. Certo, c’è il gusto di esserci arrivati con le proprie gambe.

Esperienza
Tra guide, pappa pronta, vendite di connessioni wi-fi e mole di gente che incontrerete, per sentirvi avventurieri avrete davvero bisogno di una grande fantasia. Tra tutti gli elementi, proprio la quantità di escursionisti che attraversa la montagna può mandare tutto a farsi benedire.

Questo però dipende da che tipo di camminatori siete: se preferite la sicurezza, la socialità e il tutto servito, magari per voi essere in un gruppo di 6-14 persone (che si unirà la sera ad altri gruppi) potrebbe essere un plus.

Se invece siete dei misantropi o semplicemente mal tollerate le sgambate in carovana…potreste ritrovarvi ad avere a che fare con una vocina petulante che vi chiede insistentemente: chi me l’ha fatto fare?

C’è poi da tirare in ballo la questione clima: io l’ho fatto nella stagione secca, a gennaio, ed è stato abbastanza provante fisicamente ma non certo proibitivo. Stagione secca però significa che:

  • non abbiamo preso una goccia d’acqua
  • i guadi erano bassi
  • non c’era fango
  • pochissime zanzare e insetti

Stagione delle piogge significa invece fare questa sfacchinata sotto l’acqua per diverse ore al giorno e per quattro giorni, cambiarsi la sera e ripartire il giorno dopo rimettendosi i panni bagnati, facendo tre passi in avanti e due indietro nel fango in salita e scivolando come in una pista da sci in quelle rapide discese…il tutto circondati da orde di mosquitos assetate del vostro sangue bollente.

Certo, nella stagione delle piogge (più o meno la nostra estate) ci sarebbe meno gente nel trail, quindi tutto si riduce a una questione del tutto personale.  In sostanza: in compagnia ma tendenzialmente asciutti, o con meno gente intorno ma tendenzialmente fradici e incrostati di fango per quattro giorni? Questo dovete deciderlo voi.

Trekking a parte, un aspetto potenzialmente interessante è che incontrerete lungo il cammino moltissimi indigeni Tayrona, soprattutto bambini e bambine, vestiti dei caratteristici abiti bianchi. Ma non aspettatevi chissà quali interazioni, a meno che non sia la vostra guida a organizzare un incontro. E tenete a bada quel cellulare, se volete fare delle foto a queste persone dovete prima chiedere il permesso.

Costo
Come già detto circa 90 euro al giorno, almeno per ora. In Colombia è il triplo di quello che spendereste fuori dalla giungla dormendo in un ostello e mangiando fuori in ristoranti economici. Non è un’escursione a buon mercato, anzi è proprio costosa, tanto che molto difficilmente vedrete un turista colombiano.

 

CONCLUDENDO: VALE LA PENA FARE IL TREKKING ALLA CIUDAD PERDIDA?

Considerato il costo e quello che offre alla prova dei fatti, se qualcuno mi chiedesse se vale la pena pagare quasi 400 euro per il trekking alla Ciudad Perdida la mia risposta smaliziata sarebbe: dipende.

Ma dipende da cosa? Da quello che avete già visto/fatto, dalle vostre preferenze/attitudini, da quanti giorni avete per il vostro itinerario e dal vostro budget.

Riassumo così:

Pro:

  • Facilissimo da organizzare
  • Quattro giorni fuori dal mondo (sempre che non siate così tonti da comprare una connessione wi-fi)
  • Conoscerete nuova gente
  • Interesse archeologico e antropologico
  • Imparerete qualcosa in più sulla Colombia (a patto di avere brave guide come ho avuto io)

Contro:

  • Costo elevato
  • Panorami e ambiente abbastanza ripetitivi
  • Poca fauna
  • In stagione secca maggior affollamento (soprattutto sotto feste natalizie, pasquali e febbraio)
  • In stagione delle piogge sarete spesso bagnati fradici e sporchi di fango e sarà tutto molto, molto, molto più faticoso
  • Avventura piuttosto edulcorata

Ancora dubbi vero? Lo capisco…

E allora mettiamola ancora più semplice: se vi piacciono i trekking solitari, se avete già avuto esperienze di giungla o se proprio non la sopportate, se siete disposti a camminare quattro giorni solo a condizione di poter godere di panorami strazianti e/o avvistare chissà quale fauna: pensateci bene, forse potreste impiegare meglio i vostri giorni e il vostro budget.

Al contrario se per voi camminare va bene anche in gruppo, non avete mai fatto trekking in ambienti tropicali e l’idea vi stuzzica, non avete smanie di incontri ravvicinati con bestie esotiche, non avete mai visto un sito archeologico precolombiano, avete tempo e budget e vi trovate in Colombia…direi che è un’esperienza che vi potete concedere a cuor leggero.

A queste considerazioni dovete però aggiungere anche il fattore stagionalità: valutate attentamente il trade-off dato da minor gente/maggior pioggia e fatica in base alla vostra attitudine e condizione fisica.

A voi la decisione.

PS
Chiudo lasciandovi il resoconto dei miei quattro giorni alla volta della Ciudad Perdida.

RISORSE E COLLEGAMENTI ESTERNI

Informazioni, percorso e agenzie abilitate:
Wikivoyage: Ciudad Perdida (eng)

 

©2019 Daniele J. Ermes Galassi
Stray Ermes – Travel blog di un randagio
www.ermes.blog

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