Grecia, Monte Olimpo: verso la dimora degli dei. Tutto quello che c’è da sapere per arrivare in vetta

Quando mi è saltata in mente l’idea di salire in vetta al Monte Olimpo, nella regione greca della Macedonia, ho trovato poche informazioni e tanta confusione. Questa guida serve a chiarire da dove partire per l’ascesa, quali percorsi seguire e le difficoltà tecniche che si incontrano a seconda della vetta che deciderete di porre nel mirino.

 

 

INTRODUZIONE E MAPPA

Considerata dai greci antichi la dimora degli dei, per noi nati a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 la cima dell’Olimpo era il luogo in cui sorgeva la ‘magica città’ di Pollon, con tutto il grottesco circo di divinità messo in campo dalla fervida quanto deviata fantasia nipponica: Zeus erotomane che molestava sessualmente chiunque gli capitasse a tiro, Apollo con quel suo carretto scalcinato, Eros con con quell’insopportabile erre arrotata. Senza contare la polverina magica che ‘sembrava talco ma non era e serviva a dare l’allegria’.

Da grande appassionato di trekking e da nostalgico fan del cartone giapponese, mi pareva delittuoso lasciarmi scappare l’occasione di salire in vetta a dare un’occhiata, visto che il mio viaggio in moto nei Balcani prevedeva anche la regione della Macedonia greca.

Le informazioni trovate in rete sui sentieri prima della partenza erano però frammentate, poco chiare, a volte contraddittorie. Soprattutto non era chiaro quanto fosse difficile salire su Mytikas, la vetta più alta, per uno che non è abituato ad arrampicare. La domanda che mi frullava in testa era:

Io sono un buon camminatore ma non ho esperienze in arrampicata. Mi conviene accontentarmi e camminare fino a Skolio, la seconda vetta che sorge appena 7 metri sotto Mytikas, o posso azzardarmi a scalare quel mostro che sorge li di fianco?

Lo scopo di questa guida quindi è fare un po’ di chiarezza non solo su come arrivare in vetta, ma anche su quale vetta sia meglio scegliere in funzione delle proprie capacità, esperienza e limiti.

Partiamo da una mappa, sennò non ci capiamo. Questa qui sotto mostra i percorsi evidenziando punti di partenza, vette, rifugi e luoghi raggiungibili con il vostro mezzo:

Monte Olimpo: mappa dei percorsi

 

Come si vede i punti di partenza dei sentieri sono 3:

  • Litochoro (A): il paese in cui conviene fare base (94km da Salonicco). L’inizio del trail è vicino al cimitero, dovete seguire i cartelli Enipea Canyon. Chiedete del cimitero che fate prima.
  • Prionia (C): 20 minuti di guida da Litochoro (c’è acqua e c’è addirittura un ristorante). Potete lasciare qui il vostro mezzo.
  • Gortsia (B): 30 minuti di guida da Litochoro (non c’è niente, né acqua né tanto meno un ristorante). Anche qui c’è un piccolo parcheggio.

 

Prima di proseguire una manciata di botta e risposta sul Parco Nazionale del Monte Olimpo e su questione pratiche.


MONTE OLIMPO: DOMANDE FREQUENTI (FAQ)

Monte Olimpo: quante vette ci sono?

Il Monte Olimpo è un Parco Nazionale con ben 55 vette (!). Quindi ‘salire in vetta all’Olimpo’ è un’espressione impropria. Sarebbe più corretto dire salire ‘su una delle vette del Monte Olimpo’.


Monte Olimpo: qual è la vetta più alta?

Come già detto la vetta più alta è Mytikas (2918), la seconda vetta è Skolio (2911), la terza è Stefani (2909). Una manciata di metri le separa in altezza dunque, e sia Skolio che Mytikas sono raggiungibili dal crocevia denominato Skala (2866) che a un certo punto si trova davanti chi segue il sentiero E4 che parte da Litochoro.


Monte Olimpo: dove fare base per salire in vetta?

Il posto migliore è sicuramente Litochoro, a circa un’ora e mezza da Salonicco. Ci trovate tutte le comodità e i servizi di cui potrete avere bisogno.

 

Monte Olimpo: quanti giorni servono per salire in vetta?

Solitamente si prevedono escursioni da 2 giorni con un pernotto in uno dei tre rifugi vicini alle principali vette. Qualcuno, particolarmente allenato, può tentare di farlo in un’unica giornata (vedi più avanti), ma mi sento di sconsigliarlo.

 

Monte Olimpo: è faticoso salire in vetta?

Sì, serve sicuramente un po’ di allenamento perché i km sono parecchi e il dislivello notevole. In particolar modo se partite da Litochoro o se fate il percorso a loop descritto più avanti vi serviranno gambe buone. Il modo più facile per raggiungere una vetta è sicuramente il percorso che prevede a/r da Prionia. Consiglio: portatevi i bastoni da trekking, vi salveranno le ginocchia sia in salita che in discesa.

 

Monte Olimpo: conviene prenotare i rifugi? Cosa è incluso?

I rifugi in cui pernottare per salire in vetta sono tre (Spilios Agatipos, Apostolidis, Kakkalos). In alta stagione meglio prenotare, via mail è facile e rapido. I rifugi sono ben forniti ed economici (pernotto attorno ai 13 euro), il cibo è buono e abbastanza vario ma il vino lascia a desiderare. Si dorme in camerate con letti a castello, dovrete portarvi sacco a pelo o sacco letto (le coperte e il cuscino sono forniti). Dotatevi di tappi per le orecchie, i russatori da competizione sono sempre in agguato come in ogni camerata che si rispetti.

 

 

MONTE OLIMPO: COME ARRIVARE IN VETTA

Per arrivare alle vette principali ci sono 3 modi. Tutti gli itinerari che vi riporto sono concepiti per essere coperti in 2 giorni pieni.

  • Partire da Litochoro o Prionia (e tornare per la stessa via)

    Con questo percorso si possono conquistare sia la vetta di Skolio (2911) che quella di Mytikas (2918). Sicuramente la via più battuta e la più facile da seguire a livello di indicazioni. Parliamo del sentiero E4 che parte da Litochoro (300m slm) o se volete rendervela più facile da Prionia (1100). Escursione di 2 giorni interi, lunga e faticosa (soprattutto se partite da Litochoro!), caratterizzata da grandi dislivelli, saliscendi e fondo abbastanza tecnico e sconnesso. Consigliatissimi i bastoni da trekking.

    Partire da Litochoro significa farsi 18km con 1800 metri di dislivello il primo giorno (7-10 ore a seconda del passo) fino al Rifugio Spilios Agatipos (2100 metri), dormire in camerata, partire all’alba dal medesimo il giorno seguente e arrivare a un crocevia denominato Skala (2866) tramite una dura salita di circa un paio d’ore con notevole dislivello di quasi 800 metri in meno di 3 km. Da Skala poi in venti minuti siete a Skolio, oppure in un’oretta di arrampicata arrivate in vetta a Mytikas.

    Arrivati in vetta c’è poi però da tornare a valle, ma c’è il trucco: scendendo potete fermarvi a Prionia (che comunque è 1800 metri più sotto!) e fare autostop o prendere un taxi per Litochoro. Da Skala a Prionia dovreste impiegare tra le 5 le 7 ore a seconda del passo.  Molto dipende dalla vostra capacità di scendere su terreno abbastanza sconnesso a forte pendenza. Ed è lì che benedirete i vostri bastoni da trekking.

    Naturalmente potete anche partire il primo giorno da Prionia, lasciare li il vostro mezzo e riprenderlo al ritorno. In questo modo risparmierete 4 ore di cammino e 800 metri di dislivello su un percorso con saliscendi e fondo abbastanza tecnico il primo giorno, ma vi perderete la parte di trekking che prima costeggia e poi si addentra nella gola di Enipea tra boschi, monasteri e attraversamenti di fiume su pontili in legno. Piuttosto meritevole anche perché sarete soli o quasi. Certo, se fate tutta la tratta arriverete al rifugio belli stanchi, ma siete in montagna per camminare o cosa?

    Io ho scelto di soffrirmela tutta partendo da Litochoro, qui trovate i due brevi racconti di viaggio che potrebbero darvi ulteriori spunti:
    Giorno #1: Litochoro – Prionia – Rifugio Spilios Agatipos
    Giorno #2: Rifugio Spilios Agatipos – Skala – Vetta – Prionia

    Trovate una descrizione puntuale con distanze, dislivelli e tempi di percorrenza degli itinerari che battono questa via alla pagina del rifugio Spilios Agatipos.
    Ma vi avverto: prendetela con le molle quando parla dell’ascesa alla vetta di Mytikas…

    Se siete a corto di tempo magari vi state chiedendo: si può salire in vetta e tornare in un giorno solo?

    In realtà se si parte da Prionia e si torna a Prionia è possibile fare tutto in un’unico giorno, ma è necessario essere è in grande forma fisica per camminare con sicurezza per circa 12 ore su terreno spesso tecnico e accidentato con forte dislivello.

    Sconsiglio, sia perché il pernotto in rifugio è una bella esperienza e un’ottimo modo per raccogliere informazioni sull’assalto alle vette dell’indomani, ma anche perché la vista migliore si ha solitamente nelle prime luci della mattina quando il cielo è ancora libero. Se siete a corto di tempo e avete i requisiti di forma fisica, potete anche pensare alla soluzione tutto in un giorno.

    Un po’ di foto dal percorso Litochoro – Prionia – Spilos Agatipos – vette:

 

  • Partire da Gortsia (e tornare per la stessa via)

    Una via meno battuta e bella tosta, che mostra un altro versante della montagna. In questo modo la vetta Skolio è fuori portata, perché nell’altro versante. Scegliete questo itinerario solo se siete sicuri di volervi cimentare nell’ascesa di Mytikas o non conquisterete nessuna vetta.

    Potete arrivare a Gortsia col vostro veicolo in mezz’ora da Litochoro (attenzione non c’è acqua) e camminare fino a uno dei due rifugi Kakkalos o Apostolidis che sorgono nella zona denominata Plateau delle Muse (12km, 6.5 ore, 1600 metri di dislivello). La mattina seguente potete affrontare Mytikas con un po’ più di calma, perché i rifugi sono più vicini all’imbocco della scalata (ricordo che bisognerebbe cercare di conquistare la vetta prima delle 9 perché a quell’ora di solito Zeus chiama a raccolta mastodontici nuvoloni).

    Il problema è che l’ascesa alla vetta (e anche la discesa!) da questo versante è ancora più difficile, con maggior esposizione e maggior rischio di caduta pietre. Casco formalmente non obbligatorio, ma sostanzialmente ultra consigliato per chi sceglie questa via. Ripeto: con questa opzione niente Skolio però, perché il ritorno è per la stessa via dell’andata.

 

  • Partire da Gortsia e scendere per l’altra via verso Prionia (anello)

    Questa è forse l’opzione migliore se siete sicuri di riuscire a salire su Mytikas: partite da Gortsia, dormite in uno dei due rifugi che sorgono sul Plateau delle Muse, scalate Mytikas e tornate alla base, scendendo però poi verso il rifugio Spilios Agatipos (tempi di percorrenza da verificare) e di lì verso Prionia (3-4 ore).

    Anche stavolta niente Skolio? Non è detto, se avete buon passo potreste ridiscendere da Mytikas verso Skala (cioè scendere dal versante opposto al quale siete saliti) e in 20 minuti sareste in cima a Skolio. Da qui dovreste poi scendere verso lo Spilios Agatipos e poi Prionia. Credo si possa fare anche se più faticoso e notevolmente più lungo.

    Da Prionia taxi o autostop verso Gortsia per riprendere il mezzo (appena 4km circa). Tecnicamente potreste fare anche il loop in senso inverso (partire da Litochoro/Prionia, dormire allo Spilios Agatipos e ridiscendere verso Gortsia), ma il secondo giorno risulterebbe più lungo perché la tratta Mytikas-Gortsia è ben più lunga di quella Mytikas-Prionia (6 ore anziché 4). Non solo: facendolo in senso inverso potreste anche fare Spilios Agathipos – Skala – Skolio e poi tagliare verso il Plateau delle Muse (bypassando Mytikas) e ridiscendere verso Gortsia. Un’ottima idea per chi è sicuro di non voler tentare di salire su Mytikias e ha buone gambe.

Suggerimento:
Come vedete le combinazioni di percorso sono più di una. Per verificare bene i tempi di percorrenza (soprattutto degli itinerari che contemplano il versante Plateau delle Muse/Gortsia) e situazione meteo prima della partenza (può essere proibitiva anche in estate!), il mio consiglio ferreo è quello di fare un salto all’agenzia 55 Peaks subito dietro la piazza di Litochoro e parlare con la disponibilissima Monika. Vi snocciolerà distanze, difficoltà tecniche e tempi di percorrenza incrociando in tempo reale previsioni meteo civili e militari. Date retta, fateci un salto, Monika è anche molto simpatica e parla un ottimo inglese. Sarà lieta di aiutarvi e sarà curiosa di sentire le vostre storie al ritorno. Potrete anche esagerare le vostre gesta, lei farà finta di crederci.

 

VETTA DEL MONTE OLIMPO: MYTIKAS O SKOLIO?

Dedicate massima attenzione a questa parte. Decidere se conquistare Mytikas o Skolio è una questione che va affrontata con la massima prudenza e giudizio. Questo perché mentre il percorso Skala – Skolio è un facile trekking quasi pianeggiante, la tratta Skala – Mytikas è una vera e propria arrampicata che sconsiglio vivamente di intraprendere senza attrezzature o senza pregresse esperienze di scalate a mani nude.

Quello che ho riscontrato in rete è una certa leggerezza sull’argomento, mentre invece una volta sul posto i gestori del rifugio Spilios Agatipos saranno ben cauti nel consigliarvela. Ancora più cauti saranno quelli dell’agenzia 55 Peaks di Litochohoro, il paese alla base del Monte Olimpo in cui conviene fare base.

Come ho spiegato nel già citato racconto di viaggio, Mytikas è tutto meno che accomodante per un neofita che pensa di salire in vetta a mani nude: il rischio di rimanere bloccati c’è e potrebbe non essere così evidente per tutti, specie per chi non ha mai avuto modo di verificare il suo rapporto con le vertigini in alta montagna.

Per darvi un’idea: ecco Mytikas come si presenta da Skala. Vedete quei due puntini cerchiati? Sono due che si apprestano a  salire.

Mitikas (2918): in basso a destra i due escursionisti che si apprestano a salire senza attrezzature

Ho incontrato diverse persone quasi in lacrime che mi hanno detto ‘pensavo di non riuscire più a scendere’ e altri che iniziavano l’ascesa con attrezzature alpinistiche e guide, ma la stragrande maggioranza non si è azzardata nemmeno a scendere per la bocchetta di ingresso. Senza contare il meteo, che cambia repentinamente e già alle 9 di mattina spesso inizia a incupirsi coprendo la vetta con densi strati di nubi. Non vorreste mai trovarvi appesi come gatti per la parete di Mytikas col cielo che inizia a borbottare, ve lo posso garantire.

Ancora una volta: se siete dei camminatori senza guida salite su Skolio, la vista è sublime e siete solamente una manciata di metri sotto. Se siete degli scalatori allora pensate a Mytikas, ma se vi azzardate a farla a mani nude come qualcuno fa, dovete essere strasicuri di non avere il minimo problema di vertigini e avere esperienze pregresse in fatto di arrampicata. Ricordatevi che la parte più difficile è scendere.

E di nuovo: massima attenzione al meteo.

Quasi dimenticavo…su Skolio, custodito in una specie di teca in metallo, c’è un guestbook dove potrete lasciare traccia del vostro passaggio…naturalmente non ho mancato.

Guestbook di Skolio

 

 

RISORSE & COLLEGAMENTI ESTERNI:

Sito ufficiale Olympus National Park
Rifugio Spilios Agatipos
Rifugio Apostolidis

 

©2018 Daniele Galassi
Stray Ermes – Travel blog di un randagio
www.ermes.blog

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