Trekking Sibillini: anello Campolungo – Monte Amandola – Pizzo Tre Vescovi (Percorso E6)

Faticoso, impegnativo, vario e per certi versi più avventuroso di altri percorsi: un anello di 18 km che offre un mix di ambienti e panorami di tutto rispetto. A dirla tutta una delle più belle sgambate che potrete fare nel Parco dei Sibillini!
scheda valutativa

Percorso in pillole

Classificazione: EE
Difficoltà: impegnativo
Lunghezza a/r: 18 km
Tipo percorso: anello

Dislivello complessivo: + 1081 mt / – 1081 mt
Altitudine max: 2092 mt
Altitudine min: 1011 mt

Traccia gpx

La traccia gpx può essere scaricata da questo link

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Punto di partenza:

Da Amandola salite verso la frazione di Garulla seguendo le indicazioni per il rifugio Città di Amandola. Parcheggiate nel pianoro erboso Campolungo: oltre al rifugio (ottimo menù!), c’è un’ampia area picnic fornita di barbecue una fontana. Gran bel panorama. (42°57’57.6″N 13°17’13.2”E).

Nota: Tecnicamente il wild camping è vietato, ma è possibilissimo piantare una tenda (nel week end non sarete certo soli). L’ideale se volete partire di buonora la mattina dopo esservi abbuffati con un barbecue la sera prima come abbiamo fatto noi.

Davanti la fontana, più o meno davanti al rifugio, troverete il tabellone illustrativo del percorso E6. Quello che ci interessa è l’itinerario ad anello che in 18 km (non proprio dolcissimi) ci porterà al Pizzo Tre Vescovi e poi di nuovo qui.

 

Parte 1: Rifugio Campolungo – Casale Grascette
(2,5 km, dislivello + 508 mt)

Si parte subito subito con un bello strappo di 500 metri in appena 2,5 km: non è il massimo per spezzare il fiato, ma questo passa il convento. Zigzagando per circa un’ora e mezza (bei panorami collinari e montani che degradano verso l’Adriatico) si arriva a così a Casale Grascette (1708 mt), a quanto pare sempre aperto, utilizzabile dagli escursionisti in caso di difficoltà o emergenze. C’è anche un punto acqua.


Parte 2: Casale Grascette – Casale Ara del Re
(2,5 km, dislivello – 69 mt)

Finora si è camminato sul sentiero 241, ma il Percorso E6 adesso se ne distacca: bisognerà seguire il 244 per arrivare al Casale Ara del Re (2,5 km, 1 ora circa) attraverso un’ampia strada sterrata leggermente in discesa. Vedute del versante nord della Priora lungo il cammino.

Dal Casale (1637 mt) le frecce indicano 1.20 per Rifugio del Fargno / 1.20 per Pizzo Tre Vescovi.
Casale del Re

Parte 3: Casale Ara del Re – Sella Bassete – Pizzo Tre Vescovi
(3,6 km, dislivello + 448 mt)

Risalendo verso i 1701 metri della Forcella Bassete i panorami sono magnifici: sulla sinistra il crepaccio Tovarich, mentre l’affilata cresta della Sibilla fa capolino da dietro la maestosa Priora. L’orizzonte seghettato dalle cime di Pizzo Acuto, Pizzo Tre Vescovi e Pizzo Berro completa un quadretto di tutto rispetto.

Adesso aggirate la base di Pizzo Acuto, fino alla omonima Sella a 1979 mt, puntando dritti alla scalata dei 2092 mt del Pizzo Tre Vescovi tramite il sentiero 274.
Foto sulla croce, panino, riposino e pronti per il ritorno.
Sapevi che puoi arrivare a Pizzo Acuto e Pizzo Tre Vescovi anche partendo da Bolognola? Ne ho parlato nell’articolo Pizzo Acuto attraverso la Valle del Fargno.

Parte 4: ritorno a Campolungo
(9,4 km, dislivello – 1070 mt, + 200 mt)

Pronti per il rientro? Ci sarà da sgambare e manco poco. E non sarà tutta discesa, ma sarà un rientro particolarmente sfizioso, avventuroso, molto differente dall’andata. Sì, questa escursione comincia con un muro in salita e finisce con un altro muro sempre in salita: magia dei percorsi ad anello.

Intanto tornate per il medesimo sentiero fino al Casale Ara del Re. Qui, invece di tirare dritti per la strada dell’andata, prendete a destra sul sentiero 243. Vi aspettano sottobosco, guadi, ghiaioni, frane, gigantesche pareti di roccia e sentieri densi di vegetazione (a volte fin troppo).

Tenete come punto di riferimento visivo il Casale Ricci (abbandonato), in fondo al chilometro di strada sterrata che scende a quota 1.470 mt. Da qui poi inizia una brusca discesa su gradini di pietra, all’ombra del primo, fittissimo sottobosco di giornata. La boscaglia è davvero densa, segno che qui non ci passa mai nessuno.
Dopo una vistosa frana che ne rallenta la percorrenza per 50 metri (cautela), il sentiero 243 lascia posto al 226: da qui un bosco immacolato vi conduce alla fonte del Faggio (punto acqua).

 

In prossimità del limitrofo Rifugio San Giovanni Gualberto  (aperto e a disposizione degli escursionisti in caso di necessità) scendete su un fangoso e viscido sentiero che segue lo scolo della fonte. Si trasformerà in terra battuta nella faggeta e poi in uno scomodo ghiaione sotto le rocce di Balzo Rosso.

Nota: non superate il rifugio, la svolta a destra è prima, in corrispondenza della fonte. Noi ci siamo sbagliati due volte su due!

Sotto le titaniche pareti di scaglia rosata dove nidificano uccelli rupicoli del Balzo, salutate per l’ultima volta la Priora e prendete fiato: vi aspetta l’ultimo tratto di 1,5 chilometri che con 200 metri di dislivello in salita vi riporta ai 1200 del Rifugio Città di Amandola.

Nota: dedurrete dagli innumerevoli macigni a terra che sotto Balzo Rosso è meglio non rimanerci troppo…datevi una mossa.

Bene, adesso tagliere di affettati da Edgardo (titolare del rifugio), vino rosso, caffettino corretto al Varnelli e via: siete pronti per tornarvene a casa, con le gambe lesse ma lo spirito rinfrancato da una delle escursioni più belle del Parco dei Sibillini.

Note importanti e consigli finali

  • Il sentiero non presenta tratti esposti ed è ben segnalato
  • Potrebbero essere presenti detriti e vegetazione che ostruiscono parzialmente il passaggio durante il ritorno, (attenzione massima alle frane e a eventuali segnali di chiusura dei sentieri)
  • Non c’è ombra per tutta l’andata e per buona parte del ritorno
  • Si consigliano fortemente bastoni da trekking, scarpe tecniche possibilmente alte con buon grip, crema solare, protezione per la testa, antivento

Risorse utili

Meteo Sibillini

Questo articolo fa parte del progetto SIBILLINI Reload portato avanti in collaborazione con Marco Lucioli che con mio grande sollievo si smazza foto e video.

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©2020 Daniele Galassi
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Daniele ERMES Galassi

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